• Consulenza e supporto individuale alle coppie o alla famiglia in seguito ad una diagnosi di malattia (es: cronica): credo che ogni diagnosi di malattia vada inserita all’interno degli “eventi traumatici”, ossia quelle situazioni nelle quali viene perturbato l’equilibrio esistenziale della persona, che fino a quel momento conduceva una vita routinaria, e che non avrebbe mai pensato a nulla del genere. Affrontare questo particolare momento di vita può essere assolutamente risolutivo e preservare il benessere psicologico, diventando un fattore protettivo dalla depressione, o dai disturbi d’ansia che spesso sono conseguenti alla diagnosi.
  • Sostegno alla genitorialità: secondo me la genitorialità è una fase della coppia che potrebbe comportare una serie di perturbazioni fisiologiche, come l’adolescenza del figlio, il cambio di lavoro, gestione degli stili di vita, etc…, che se non contenute potrebbero apportare delle fratture che sarebbe meglio gestire ed affrontare con un professionista, come uno psicologo.
  • Supporto psicologico nel lutto: i lutti fanno purtroppo parte della vita di ognuno di noi, e affrontare la morte di un nostro caro richiede uno sforzo e degli strumenti, che alle volte non siamo in grado di sostenere o utilizzare; è abbastanza utile richiedere l’aiuto o il supporto di un professionista che, insieme alla persona, costruirà un percorso volto all’elaborazione funzionale di questo terribile evento traumatico.
  • Supporto psicologico nell’adolescenza: trovo che l’adolescenza sia sicuramente uno dei momenti più intensi e turbolenti, soprattutto emotivamente, dello sviluppo della persona e potrebbe compromettere, in alcune situazioni specifiche, le dinamiche familiari ed individuali sicure e proprie della persona che le sta vivendo direttamente o indirettamente.
  • Depressione: “Mi sento profondamente in colpa e non vedo via d’uscita”; “E’ da mesi che vedo tutto nero, senza soluzione”; “Non ho voglia di fare niente, mi sento inutile”; “Non riesco a rimettere in piedi la mia vita”: sono frasi che spesso, purtroppo abbiamo sentito, nella nostra vita, e spesso, ma non sempre potrebbero essere il campanello d’allarme, di una brutta malattia che si chiama Depressione, che non dobbiamo assolutamente confondere con l’esperienza sana della tristezza, o di un passaggio momentaneo (magari in reazione a qualche evento significativo) della nostra vita quotidiana. È senza dubbio una terribile malattia che però ha sicuramente una via d’uscita, se affrontata con uno psicologo.
  • Ansia: “Mi sento sempre agitato!!”; “Non riesco a tranquillizzarmi”; “Non sono capace di stare sereno, mi sento impaurito e non c’è nessun motivo”. Mi è capitato di sentire frasi analoghe o magari le stesse, ed ogni volta risponde che spesso il “motivo” risiede dentro di noi, e che basta scoprirlo, riconoscerlo, esserne consapevoli, per provare a cambiare. Alle volte, comunque da soli non si hanno o non si riconoscono gli strumenti per poterli riconoscere, per cui risulta necessario contattare un professionista.
  • Disturbo ossessivo compulsivo: “Sono davvero sicuro di aver chiuso il rubinetto del gas?”, sono sicuro che ognuno di noi ha avuto un dubbio simile, e di certo non rappresenta una psicopatologia. Ma se questo pensiero lo avessi ogni sera prima di andare a dormire e ritualizzassi un comportamento (compulsione) (Es: Alzarmi dal letto e controllare per tre volte durante la notte) per cercare di placare l’emotività incontrollata susseguente, forse potrei prendere in considerazione l’idea di contattare uno psicologo per cercare di comprendere meglio tutta questa invalidante situazione.
  • Ipocondria: “ipocondria……sto malissimo…aiuto! Mille dubbi mille paure….di malattie! Mi ….sento in un buco nero….. mi sveglio la mattina e piango….. non vedo via d’uscita…..”. Ho tratto queste frasi da un forum, in cui una persona cercava di spiegare cosa volesse dire per lei aver paura delle malattie in modo incontrollato. Penso sia abbastanza esaustivo l’esempio, e aggiungo che riconoscere di avere un problema è senza dubbio il primo passo da compiere.
  • Ansia sociale: “Ho talmente paura di parlare quando ci sono persone che non conosco, che preferisco il silenzio!” . “Mi Vergogno, da pazzi!” L’eccessiva preoccupazione o apprensione per l’eventuale giudizio derivante da cose dette o dalla propria fisicità, potrebbe portare una persona ad isolarsi, a condurre una vita non ricca e stimolante. Il beneficio provato da chi riesce a cambiare rotta, è enorme e i vantaggi per la propria vita sociale e individuale innumerevoli.
  • Attacchi di Panico: “A 17 anni ho avuto il mio primo attacco di panico. Avevo le mani sudate, il cuore che batteva all’impazzata, tremore e la sensazione che tutto intorno a me stesse scomparendo; non avevo idea di quello che mi stava succedendo. Non riuscivo a controllare il mio corpo. È stato terrore allo stato puro!”. Moltissime persone purtroppo si trovano ad affrontare disturbi come questo, che se non affrontati rischiano di diventare davvero invalidanti; pochi si interrogano su quali possano essere le cause. Sarebbe utile, in casi come questi, iniziare un percorso di supporto psicologico.
  • Fobie: probabilmente ognuno di noi ha timore relativo ad un particolare aspetto della realtà, ed ovviamente questo è relativamente normale; il problema nasce dal momento in cui una situazione “normale”, diventa problematica, o difficile da vivere o superare (quasi invalidante). In questi ultimi casi è sicuramente utile rivolgersi ad un professionista per provare a riflettere sul significato personale della paura, dell’oggetto della paura, il che potrebbe portare al riconoscimento di significati fino ad allora nascosti.
  • Stress: di consueto ci capita di essere sottoposti a repentini cambiamenti, che non ci danno il tempo di metabolizzarli e di ristabilire per tempo l’equilibrio. La capacità di adattamento a questi repentini squilibri è definita stress. Mi capita spesso di sentire racconti di persone che vivono questa incapacità a trovare un nuovo equilibrio, ed adattarsi a questa nuova condizione, e che ritengono la situazione problematica. Un sostegno e un supporto psicologico possono essere la soluzione al problema in quanto permettono alla persona di essere accompagnata dolcemente alla scoperta di proprie o nuove abilità in grado di fronteggiare al meglio la situazione contingente.

Gruppo di sostegno ed educativo: credo molto nei gruppi e nella loro “magia”: molte volte il lavoro di gruppo, di persone che condividono uno stesso percorso, una stessa problematica, una stessa condizione può essere utile e vantaggioso, soprattutto se pensato e condotto da uno psicologo che strutturerebbe gli incontri in base ai temi fondamentali, ai bisogni espressi ed inespressi dei membri del gruppo, utili a favorire la condivisione, lo scambio, il confronto, e soprattutto l’ascolto attivo. Il supporto psicologico potrebbe mettere in moto un processo di cambiamento e riconoscimento attraverso il confronto con altre storie simili alla propria, diventando fondamentale. La condivisione di esperienze simili ha infatti il duplice obiettivo di alleviare il vissuto individuale e promuovere la costruzione di strategie per la risoluzione delle difficoltà esperite. Sono molti i contesti nei quali sarebbe possibile individuare un target ed intraprendere un utile lavoro di gruppo: ad esempio Gruppi per Migliorare la Gestione dei Conflitti, Gruppi per Parenti di Persone con Disagio Psicologico, Gruppi di Sostegno per Adolescenti con Difficoltà, Gruppi di persone con Malattie simili, Gruppi di familiari di persone con malattie croniche, Gruppo di sostegno psicologico alla separazione coniugale, etc…

All’interno della mia prassi psiclogica, mi è capitato spesso di far scoprire o far riscoprire preziosi strumenti (o sostanziali eventi di vita rimossi), ormai nascosti o dimenticati (per una serie di motivi) a persone che credevano di essere in balia dei loro disturbi psicologici. L’ipnosi è un valido strumento che, non sempre, mi trovo ad utilizzare e al quale riconosco molti vantaggi, in quanto permette alla persona che vi si sottopone, di entrare in contatto con la propria parte emotiva, che ha sempre delle grosse lezioni da impartirci. Le emozioni sono il faro che guida la nave in tempesta in mezzo al mare.

Nella mia esperienza mi sono trovato spesso a mettere mano o a costruire ex novo percorsi progettuali finalizzati ad orientamento, informazione, etc.. in questo ho molto collaborato, perchè credo nel valore aggiunto del lavoro d’equipe in cui una serie di professionisti decidono di finalizzare un progetto che abbia una serie di caratteristiche specifiche. Quindi che siano indirizzati a studenti, o a target differenti, l’importante è costruirlo con le professionalità adeguate e formate.