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“LA PRIMA VOLTA”: CHE EFFETTO HA O HA AVUTO SUI RAPPORTI SUCCESSIVI?

Steven Spinello Psicologo Caltanissetta La Prima Volta Fare L’amore Sesso Relazioni

(la foto dell’articolo “Die umarmung” di Egon Schiele del 1917)

Chi di voi non ricorda il complicato travaglio mentale che ha accompagnato la sua “prima volta”?

Anche tutti quelli che in questo momento stanno facendo i “disinteressati” non possono negare che il primo rapporto sessuale ha rappresentato per tutti una sorta di rito di iniziazione, un territorio di passaggio, un segno della tanto agognata “adultità” vs l’adolescenza.

Secondo alcuni dati del Ministero della Salute dello scorso anno 1 adolescente su 3 tra i 16/17 anni dichiara di aver avuto un rapporto sessuale completo, nello specifico il 35 % dei maschi e il 28% delle femmine. Probabilmente pochi si saranno interrogati sulle conseguenze emotivo-cognitive o semplicemente di adattamento che il primo rapporto sessuale per noi ha rappresentato e quanto abbia condizionato le nostre relazioni sentimentali/sessuali future in termini di emozioni, credenze, efficacia sessuale propria percepita o comportamenti sessuali in genere.

Prima di addentrarci in dati e differenze di genere proviamo a riflettere su quanta “roba” ci sia nella mente di una persona che rifletta sulla propria sessualità o stia decidendo o desiderando di oltrepassare il confine: dinamiche familiari, rapporto e confronto con i pari, dettami imposti dalla società, aspettative di genere, standard di permissività sessuale, differenti processi di socializzazione sono solo alcune delle grosse matasse da dipanare per l’adolescente. Un turbinio emotivo senza precedenti, soprattutto se consideriamo che le relazioni sentimentali per l’adolescente sono direttamente correlate a sensazioni di benessere psicologico poiché contribuiscono ad alimentare e riempire di nuove e arricchenti esperienze i “sacchi” dell’identità personale e dell’intimità, costrutti assolutamente fondamentali per la crescita e la maturazione individuale.

È importantissimo considerare il contesto sociale indispensabile al sostegno del giovane, infatti rapporti soddisfacenti con i coetanei, con i genitori e altri significativi rappresenta una barriera protettiva emotiva/cognitiva che garantisce pieno supporto funzionale.

A essere in gioco vi è anche un altro costrutto per nulla secondario e anch’esso influenzato da numerose variabili socio-culturali: la “competenza sessuale”. Secondo il “ National Survey of Sexual Attitudes and Lifestyles” il concetto di competenza sessuale è composto da quattro fattori, il primo è la padronanza dei temi contraccettivi, il secondo è la consensualità auto percepita ossia quanto il rapporto sia ritenuto consensuale in relazione al partner (una cosa è pensare che il partner si senta forzato a far l’amore e un’altra è considerarlo voglioso alla pari), il terzo fattore si riferisce all’autonomia percepita e il quarto alla durata del rapporto sessuale accettabile (sul quale aleggiano sempre miti e false credenze che rendono più o meno accettabili certi standard rifiutandone altri, n.d.a.). Una persona che abbia “flaggato” tutti questi parametri potrebbe definirsi ed essere definito competente sessualmente.  Va da sé che quest’idea di competenza sessuale ottimale si ripercuota nei complessi sistemi di aspettative del giovane che sta per esplorare per la prima volta il meraviglioso mondo della sessualità con il partner, con conseguenze tutt’altro che prevedibili.

La maggior parte degli studi che sono stati condotti hanno evidenziato grosse differenze di genere rispetto alle emozioni o al vissuto individuale esperito e a breve, proverò a sintetizzarne gli aspetti più salienti e più interessanti divisi per genere, anche per permettere a ogni lettore di provare a identificarsi o a distanziarsi dai dati in letteratura presenti.

RAGAZZE:

  • La prima esperienza sessuale ha lasciato generalmente sentimenti di minore soddisfazione, piacere ed eccitazione e maggiore senso di colpa, imbarazzo e paura; se il rapporto si è verificato all’interno di una relazione stabile piuttosto che occasionale i livelli di soddisfazione appaiono maggiori con seguente diminuzione della paura e dell’ansia.
  • Rispetto ai ragazzi vi è un esordio sessuale più tardivo e più probabilmente avvenuto in una relazione stabile.
  • Per la maggior parte dei casi si è trattato di rapporti sessuali non protetti e con atteggiamenti sessuali meno “permissivi” (perlopiù classici).
  • Più spesso dichiarano di aver avuto la prima esperienza sessuale per amore e/o per compiacere il partner (percepita pressione implicita) e/o per arricchire il proprio set emotivo.
  • A seguito del debutto sessuale vi è stato, con una probabilità maggiore, una sorta di etichettamento negativo (rispetto al ragazzo) da parte dei coetanei e dei genitori e questo ha condizionato il flusso dei pensieri e delle decisioni della giovane alle prese con il primo rapporto sessuale.
  • La decisione di intraprendere il primo rapporto sessuale è stata vissuta con ambivalenza e non molta facilità.
  • Nella maggior parte dei casi il partner della “prima volta” è stato più grande d’età.
  • Secondo alcune ricerche, una bassa percentuale ha raggiunto l’orgasmo durante le prime esperienze sessuali.

RAGAZZI:

  • Generalmente descrivono il primo rapporto sessuale come eccitante, soddisfacente e piacevole; se il debutto sessuale è avvenuto all’interno di una relazione stabile ha sperimentato minori ansie o paure.
  • L’età della prima esperienza sessuale è generalmente più precoce rispetto alle coetanee.
  • Dichiarano di essere incorsi nel rapporto sessuale principalmente per provare piacere fisico.
  • Generalmente l’esordio sessuale è altamente aspettato e sostenuto.
  • Hanno più probabilità di avere partner occasionali per le prime esperienze.
  • Sono più propensi a percepire sostegno dalla propria rete sociale come amici e Co., che generalmente reagiscono in modo goliardico e cameratesco all’esordio sessuale dell’amico (tralascio qui cosa organizzarono i MIEI amici quando comunicai loro di aver “debuttato”, n.d.a.).
  • La maggior parte dei maschi nel corso delle prime esperienze sessuali raggiunge un orgasmo completo.

I dati in letteratura rispetto alle conseguenze delle prime esperienze relazionali suggeriscono che avere un rapporto sentimentale di alta qualità è associato alla probabilità (magari fosse la certezza, n.d.a.) di intrattenere relazioni sentimentali successive positive con gradevoli sensazioni di benessere percepito e alti livelli di autostima.

Comprendere le emozioni di un adolescente rispetto alla sua “prima volta” potrebbe fornire numerose evidenze circa i suoi comportamenti sessuali e sentimentali futuri come se fossero una continuazione lineare. La capacità, speriamo sempre più allenata e sperimentata, di riflettere criticamente sulle proprie esperienze sessuali contribuirebbe a rendere la persona più capace nel fronteggiare futuri comportamenti sessuali sviluppando una sessualità sana e positiva. Alcuni studi, a esempio, hanno evidenziato che la violenza all’interno delle coppie compaia sin dalle coppie dei più giovani e tale aggressività potrebbe accompagnare e diventare un precursore di violenza in relazioni sentimentali future.

Una “prima volta” dai connotati non positivi potrebbe essere un indicatore di scarsa percezione di competenza sessuale che genererebbe sostenuti livelli di ansia e negatività causando un non ottimale funzionamento sessuale nelle relazioni successive (ansie da prestazione, problemi nel raggiungimento dell’orgasmo etc..). L’efficacia sessuale percepita, direttamente collegata alle proprie attitudini e comportamenti sessuali, subisce delle continue sollecitazioni nel corso delle prime esperienze sessuali fornendo feedback in grado di compromettere la macro area della competenza sessuale con gli esiti spiacevoli di cui sopra.

Avere il primo rapporto sessuale nei tempi giusti (non troppo tardi) si è dimostrato anticipatore di bassi livelli di sensi di colpa, una bassa probabilità di non raggiungere l’orgasmo e pochi problemi della sfera sessuale. Al contrario essere troppo in là con l’età rappresenterebbe un anticipatore di bassa efficacia personale sessuale percepita che diverrebbe un fardello pesante da sostenere in relazioni successive (bassi livelli di sensualità, bassa frequenza dei rapporti, bassi livelli di consapevolezza corporea, alti livelli di situazioni evitanti concernenti la sessualità). Esordi di esperienze sessuali contrassegnati da un rapporto con il proprio corpo non “sereno” causerebbero avversione nelle pratiche sessuali con ripercussioni negli adattamenti alla vita sessuale in molteplici relazioni sentimentali/sessuali future. L’uso di alcool e droga è associato a minori esperienze sessuali positive con un aumento dell’esperienza di emozioni negative.

Come ogni esperienza significativa, le prime esperienze sessuali hanno tutto il diritto di essere vissute con serietà, conoscenza, certezze e pochi dubbi e in un clima di assoluta sicurezza e protezione. Oggi la maggior parte dei giovani cercano informazioni relative alla sessualità sul web, ma a parere mio sarebbero indispensabili incontri formativi e informativi anche nelle scuole per indirizzare il giovane a pratiche sessuali sicure e vissute con dolcezza, serenità e tranquillità sia da un punto di vista emotivo che cognitivo.

Concludo con la frase di Fabrizio Caramagna “Quella notte facemmo l’amore, amandoci in quel modo che non è di nessun colore, respiro e temperatura di questa terra”.

Per chi volesse i riferimenti bibliografici consiglio di consultare i seguenti articoli scientifici: “Negative feelings about the timing of first sexual intercourse: findings from the Health Behaviour in School-aged Children study” di Nathalie Moreau e colleghi, del 2019 e pubblicato sull’Internation Journal of Public Health vol.64; “Sensazioni emotive provate al momento del primo rapporto sessuale, supporto sociale e benessere psicologico: indagine svolta su un gruppo di giovani toscani” di Patrizia Meringolo dell’Università di Firenze e colleghi e pubblicato nel 2012 sulla Rivista di Sessuologia; “Sexual Motivations and Engagement in Sexual Behavior During the Transition to College” di Megan Patrick e colleghi e pubblicato nel 2010 su Archives of Sexual Behaviour;“Looking back: the experience of first sexual intercourse and current sexual adjustment in young heterosexual adults” di Elke Reissing e colleghi del 2011 e pubblicato su The Journal of Sex Research”; “The Extent of Family Violence in Europe: A Comparison of National Surveys” di Helmut Kury e colleghi e pubblicato nel 2004 su Violence against woman.