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Psicologia: Il piacere di fare l’amore “INSIEME”

Steven Spinello Psicologo Il Piacere Di Fare L Amore Insieme

È indubbio che fare l’amore sia una dimensioni del piacere della maggior parte degli esseri umani che occuperebbe un posto di rilievo (insieme a tante altre) se costruissimo una scala di priorità e di importanza. È oltremodo indubbio che ognuno ha i propri pensieri, le proprie modalità, i propri racconti sulla sessualità che intrecciandosi con tutte le altre esperienze della vita, intessono una trama della storia di vita individuale tipica e mai uguale a un’altra.

Oltre a comprendere i pensieri, la “carne” e i sentimenti, fare l’amore mette in atto una serie di aspettative specifiche e mai banali; una delle aspettative più solite è quella che chi ha voglia di fare l’amore vuole provare del “piacere”, con tutte le specifiche caratteristiche che il piacere può incarnare. Purtroppo il piacere condiviso non è un “mandato” uguale per tutti e molti vivono la sessualità in modo assolutamente differente.

Vi è chi si aspetta (o spera) di provare piacere, si impegna con tutto sé stesso intasando la propria mente di complessi sistemi di aspettative e di linearità causa – effetto a dir poco congeniali in situazioni del genere (e forse non solo in quelle situazioni).

Vi è chi, a esempio, pur aspettandosi di non provare “piacere” con il proprio partner decida ugualmente di fare l’amore in modo del tutto rassegnato non perché ciò rappresenti un obbligo di legge o una imposizione coercitiva (anche se in alcuni casi purtroppo sarebbe possibile, ma di quello non trattiamo in questo articolo), ma perché rappresenterebbe un obbligo “morale” mai messo in discussione da entrambi i membri della coppia, per cui il donarsi completamente all’altro sarebbe l’unica e possibile soluzione.

I precedenti sono due possibili scenari tra i tanti che potrebbero venir fuori da un’idea e una concezione del piacere errata o incompleta. Quando si parla o si pensa di far l’amore dobbiamo sicuramente tenere in evidenza una idea di piacere diversa: solo un piacere d’insieme e integrato dei seguenti domini propri dell’essere umano.

Il primo dominio è quello del piacere meramente “biologico”, mediato dagli ormoni, dalla carne, dagli organi genitali. È chiaramente importante vivere l’esperienza di “fare l’amore” con ogni parte del proprio corpo, attraverso (ma non solamente) l’incontro dei nostri organi genitali, dalle carezze, dai baci, dal fremito, dal desiderio, dalla voglia di giocare e di provare piacere insieme: d’altronde l’evoluzione (o chissà chi o cos’altro) ha reso l’incontro sessuale tra due persone così meravigliosamente piacevole!!! Tutti i nostri sensi sono coinvolti: l’udito con l’ascolto del piacere nostro e del nostro partner, la vista con la voglia di guardare il nostro partner che a sua volta restituirà lo sguardo con (si spera) lo stesso piacere, il tatto con il desiderio di toccare la pelle, il corpo, i capelli, le mani, il gusto per assaporare quei baci dati e ricevuti delle labbra e del corpo e l’olfatto con il piacere degli odori del corpo, che invia a questo antichissimo sistema di comunicazione dei segnali imprescindibili di appagamento.

Il secondo dominio è quello delle emozioni che rappresentano un potentissimo strumento di conoscenza e orientamento. L’emozione ci informa su cosa proviamo, come stiamo, cosa sentiamo con il cuore; oltre a comunicare qualcosa a noi l’emozione informa il nostro partner sulle nostre intenzioni influenzandolo positivamente a condividere godimento, gioia e serenità. Le emozioni che si provano quando si fa l’amore non sono solamente legate all’eccitazione sessuale ma coinvolgono anche altre tonalità emotive, quella della sorpresa, del riso, del gioco, della tenerezza, della voglia di provocare desiderio. Purtroppo quando emozioni dal tono negativo entrano prepotentemente nel dominio della sessualità fare l’amore per provare del piacere insieme lascia spazio alla paura di essere scoperti, di essere presi in giro, di non riuscire a soddisfare il piacere del partner; la rabbia potrebbe dipingere i contorni con violenza, umiliazione e violazione del piacere e anche della dignità del partner; la vergogna potrebbe voler comunicare che non stiamo bene con il nostro corpo e la nostra nudità, il che riguarderebbe inevitabilmente la relazione con l’altro. Tutte queste emozioni, positive e non, sono degli importanti segnali da cogliere e attenzionare perché oltre a compromettere il nostro piacere di fare l’amore insieme potrebbero inficiare ben più ampi domini della vita della persona (individuale, relazionale…).

Il terzo mondo è quello dei pensieri che accompagnano i baci, le emozioni di tenerezza e di felicità e che racchiudono in sé le macrocategorie dell’amore che negli anni si sono costruite: il piacere di fare l’amore insieme, la sessualità, il significato che si da a uno sguardo ammiccante, a una carezza o a cosa significhi provare un certo tipo di desiderio per una persona con certe caratteristiche temperamentali e fisiche (a esempio). Anche l’universo dei pensieri nasconde le sue insidie; pensare che fare l’amore rappresenti la postilla di un contratto per cui diventi un “dovere” è una di queste falle: bisogna entrare nell’ottica che alla proposta di far l’amore non consegua necessariamente un assenso e che una negazione non debba essere interpretata per forza come un rifiuto perenne e pregno di significato; diametralmente opposto è il pensiero che si sia capaci di fare l’amore solo per far contento l’altro, dare piacere senza riceverne è rendere gli altri invisibili del nostro piacere, delle nostre emozioni vietando loro di assistere a come è bello provare piacere insieme mentre si fa l’amore; il pensiero della colpa è uno dei più distruttivi, un senso di colpa che spesso abita esclusivamente la persona che la esperisce e che non ha intenzionalità o responsabilità, eppure condiziona strutturalmente la persona e tutto ciò che fa; è innegabile che un essere umano sbagli qualche volta agli occhi del partner o ai propri, ma se non si sbagliasse non si imparerebbe per cui sarebbe imputabile un errore se reiterato ma anche in quel caso andrebbe indagato e compreso e potrebbe celare una miriade di significati sconosciuti e invisibili ai più. Un’altra tipologia di pensiero condizionante è quello degli standard fissi od obiettivi precostituiti come a esempio (ma ve ne sono tantissimi) misurare con il cronometro la durata del piacere, l’orgasmo condiviso o le dimensioni del pene. È ormai acclarato che le dimensioni del pene non siano quelle dell’immaginario collettivo dal momento che un pene è considerato micropene (piccolo) quando non raggiunge i 9 cm in erezione e al contrario se è di dimensioni tanto superiori alla norma potrebbe infastidire la donna poiché tocca il fondo dell’utero; cronometrare la durata del piacere distoglie l’attenzione sul significato vero del provare piacere insieme che potrebbe paradossalmente prescindere dalla penetrazione vera e propria o dal raggiungimento dell’orgasmo. Il raggiungimento dell’orgasmo sincrono seppur sia una evenienza allorchè piacevole non può diventare l’obiettivo primo, infatti il fatto che avvengano in  momenti differenti consente al partner di goderne intensamente e di rendere l’altro membro della coppia spettatore affascinato del proprio piacere, garantendo empatia, profonda conoscenza e condivisione del piacere attento e smisurato.

Fare l’amore insieme è una esperienza che supera abbondantemente il concetto di disponibilità del corpo dell’altro, è una commistione di sguardi, di voci, di mani che si sfiorano, baci che si scambiano, carni che si congiungono per attestare desiderio, piacere, eccitazione, complicità, spettacolo, passione, intimità, amore e rispetto reciproco. Sono comuni le “spaccature” in alcune delle dimensioni descritte precedentemente per cui decidere di mettersi in discussione e imparare qualcosa sulla sessualità potrebbe scardinare alcune convinzioni errate o alcune emozioni improprie, garantendo e aumentando il piacere di fare l’amore insieme.

Concludo con la frase della scrittrice Lou Andreas-Salomé “Fare all’amore è nuotare insieme assumendo l’altro come il mare che ci porta”, che un po’ esempifica il concetto di fare l’amore INSIEME che abbiamo sviscerato in questa trattazione.

invito chi volesse integrare alcune considerazioni di consultare i Manuali di educazione sessuale di Fabio Veglia del 2004 editi da Erickson.