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Il sorriso e la risata possono abbattere il muro della resistenza al cambiamento

Steven Spinello Psicologo Risata Sorridere Psicologia Cambiamento

Il mondo della risata e delle emozioni positive è un terreno fertile su cui affondare alcuni fondamentali moniti e riflessioni così da rendere il lettore consapevole di quanto vantaggioso e utile sia ridere anche quando non ve ne sia motivo apparente.

Tutti starete pensando che questo è l’ennesimo articolo sui vantaggi della risata e, forse, un po’ avete ragione, però, a rischio di sembrare banale, è mia intenzione richiamare l’attenzione su tutto quello che può incidere positivamente sul benessere di tutti: parlare di RISATE è quindi d’obbligo.

Prima di addentrarsi nei più comuni effetti benefici del sorriso e della risata, verrà focalizzata l’attenzione sulla differenza che sussiste tra i vari modi di ridere. Non tutti ridiamo allo stesso modo e non tutte le risate hanno lo stesso effetto, le stesse finalità o eventi causali. Lo scienziato Paul Ekman ha descritto, nel corso dei suoi studi e delle sue ricerche, circa 14 tipi di risata!!! Naturalmente non verranno descritti tutti i tipi di risata, ma questo numero sorprendentemente elevato fornisce la stima di quanto complesso e ardimentoso sia il nostro sistema emotivo e conseguentemente la nostra mimica facciale che sostanzialmente è la modalità con cui le nostre emozioni e tutte le sue sfumature (tantissime) vengono disegnate sui nostri volti, anche attraverso il sorriso.

La risata simbolo di vero piacere e felicità è la risata detta di “Douchenne”, che coinvolge sia i muscoli degli zigomi che quelli degli occhi fornendo una facies espressiva tipica, caratteristica e soprattutto riconoscibile a tutti (es: le zampe di gallina che si formano ai lati degli occhi durante una risata simile sono un segnale di vera felicità e spontaneità); questo tipico coinvolgimento muscolare, a esempio, non è presente in un tipo di risata definita “mascherata” in cui le persone fingono divertimento ma nascondono l’esperienza di emozioni negative.

Nonostante sia risaputo che la risata rappresenti un indiscusso ed evolutivo risvolto sociale, la risata di Douchenne e la sua corrispondente mimica espressiva (come la mimica delle altre emozioni) compare anche in situazioni non necessariamente sociali, in solitaria a esempio. Un’altra caratteristica tipica della risata di Douchenne è l’attivazione cerebrale specifica, ossia quella anteriore parieto-temporale sinistra che non si attiva durante la manifestazione degli altri tipi di risata: in generale gli individui mostrano un’attivazione della parte di sinistra del cervello nell’esperienza di emozioni positive e quella destra per le emozioni negative.

La risata è anche diventata, nel corso dell’evoluzione, un segnale d’identificazione di fiducia che ha i suoi risvolti positivi e negativi, infatti molti, alla luce di queste considerazioni o conoscenze, decidono volontariamente di utilizzare la risata e il sorriso come “strumenti” per accattivarsi l’affidamento degli altri in situazioni non del tutto limpide e trasparenti. È altrettanto vero che la risata di Douchenne è quasi per nulla simulabile, anche se non è detto che tutti siano in grado di discernerla tra gli altri tipi di risata. Ricerche hanno dimostrato, a esempio, che giornalisti sorridenti possono influenzare la scelta di un candidato durante la campagna elettorale, o che cameriere più sorridenti ricevano delle mance più laute rispetto alle non sorridenti, e che imputati in tribunale possano ricevere delle pene più clementi e indulgenti se mostrano una mimica sorridente (che attiverebbe nell’altro essere umano, anche in modo inconsapevole, i “recettori” della fiducia).

Diversi sono gli ambiti all’interno del quale la risata incide positivamente. Nel dominio dell’individualità è ormai dimostrato da tempo che ridere aiuti l’uomo a liberarsi dai pensieri negativi, per cui porterebbe giovamento sui sintomi depressivi. Migliorando il tono dell’umore e quindi l’autostima in generale, la mente di ognuno si “accende” impegnandosi a osservare le cose con uno sguardo più propositivo e ottimista, influenzando l’analisi della situazione attuale e dei potenziali strumenti messi in atto per affrontarla.

Ridere insieme agli altri oppure di sé stessi, attraverso un utile esercizio di autoironia, contribuisce a ridurre lo stress quotidiano arricchendo l’immagine che ognuno ha di sé. Migliorare il senso di autoefficacia ottimizza la percezione di competenza e capacità nel fronteggiamento di situazioni difficoltose; approcciarsi con entusiasmo e positività agli eventi potenzia la percezione che si ha di sé stessi e, conseguentemente, l’impegno profuso, operando virtualmente sui buoni esiti della risoluzione dell’evento.

Il senso dell’umorismo e la risata, in senso lato, contengono degli elementi di novità e imprevedibilità che potrebbero coadiuvare lo sviluppo di modalità di pensiero nuove e creative attraverso associazioni di pensiero illogiche al momento, che assumerebbero coerenza alla fine del processo di creazione con uno sguardo a opportunità che non avevamo colto o che avevamo sottovalutato a causa degli ostacoli del pensiero circolare. In un certo senso, lo sviluppo della creatività condiziona la resilienza individuale di ognuno, non sulle semplici capacità di resistenza alle difficoltà della vita, ma attraverso lo sviluppo di risorse nuove o la trasformazione di alcune già presenti modalità di approccio e un ristabilimento del corretto equilibrio di pensieri, attenzioni, preoccupazioni, ansie e sicurezze/insicurezze.

I benefici sul mondo sociale dell’individuo sono riconducibili a una caratteristica propria delle risate: il suo aspetto contagioso, a causa di alcuni neuroni che si attivano allo stesso momento in chi ride e in chi è in sua compagnia; di solito chi ama divertirsi o ridere preferisce farlo in compagnia (anche se come detto è possibile pure in solitaria) perché si creerebbe un clima di sintonia e di coinvolgimento generale che influenza il rapporto rinforzandolo. I conflitti relazionali e le tensioni quotidiane beneficiano di una sostanziale condivisione di buonumore e di risate che renderebbero il clima meno tagliente e più accogliente e caloroso: un porto sicuro e una base solida.

A livello neurochimico e fisiologico la risata provoca un rilascio massiccio di endorfine, ormoni che irradiano nel corpo dell’individuo un effetto di piacere e gioia. Un altro effetto sul corpo risiede nel sistema cardiocircolatorio poiché ridere rinforza la circolazione del sangue limitando i rischi per problemi di natura cardiovascolare e favorendo la dilatazione delle arterie e la vasodilatazione generale. Sui muscoli l’effetto della contrazione e della distensione, propri della risata, somiglia all’azione di alcuni utili esercizi di rilassamento muscolare che si propaga su tutto l’organismo facilitando un clima generale di relax indotto dalla serenità.

Concludo citando un vecchio aforisma di un anonimo che enuncia: “Un sorriso non è in grado di cambiare il mondo, però è in grado di cambiare il mio”, che è un po’ la morale di quanto detto fin ora.

Se voleste documentarvi e approfondire l’argomento vi consiglio: “You smile–I smile: Emotion expression in social interaction” di Ursula Hess e Patrick Bourgeois del 2010 e pubblicato sul Biological Psychology; “The value of a smile: Game theory with a human face” di Jörn P.WScharlemann e colleghi del 2001 e pubblicato sul Journal of Economic Psychology; “Not all smiles are created equal: The differences between enjoyment and nonenjoyment smiles” di Mark Frank e Paul Ekman del 1993 e pubblicato sull’International Journal of Humor Research; “The Duchenne Smile: Emotional Expression and Brain Physiology II” di Paul Ekman e colleghi del 1990 e pubblicato sul Journal of Personality and Social Psychology.