fbpx

L’importanza psicologica del Cane nella vita della persona

Psicologiadelcane Stevenspinello

Cerchiamo di mettere in evidenza il substrato socio psicologico del possedere un animale domestico sia per ciò che riguarda i benefici prettamente sociali, che per quelli meramente psicologici ed individuali. Un percorso che ci porterà a comprendere meglio la valenza del legame uomo e cane.

Per me il mio Argo è importantissimo perché mi mette gioia ed allegria…..perchè giochiamo e scherziamo….quando sono in sua compagnia mi sento felice! Mi sento al sicuro!…. mi sento protetta e quindi tranquilla e felice….!”. cit.

Chissà a quanti di noi è capitato di pensare o semplicemente ascoltare qualcosa del genere. Riflettiamo sul fatto che in Italia gli ultimi dati a disposizione (Rapporto Assalco-Zoomark 2017) contano circa 60 milioni di animali domestici nelle case italiane; dato enorme e che in qualche modo sottende una serie di specifiche caratteristiche socio-psicologiche che cercheremo di trattare in questo articolo.

Esistono una serie di vantaggi, evidenziati già negli anni 90, dell’accompagnarsi ad un cagnolino. Da non tralasciare l’utilità nella nostra società dei cani che hanno occupato certi ambiti e certe specializzazioni: cani da salvataggio in montagna o al mare, cani in affiancamento alle forze dell’ordine, cani che supportano i non vedenti, e molti altri ancora.

Innanzitutto la perifrasi “Prenderci cura di…” rimanda a significati psicologicamente rilevanti che potremmo ricondurre, ad esempio, alla ben nota teoria dell’attaccamento di Bowlby, per cui esisterebbe un sistema innato, complesso e dinamico di atteggiamenti e comportamenti indispensabili alla formazione di un legame tra esseri umani, nello specifico caregiver e bambino. Non mi dilungherò sulla teoria dell’attaccamento perché non basterebbe un articolo ma intendo porre l’accento sul possibile parallelismo che potremmo immaginare, riferendoci al rapporto tra l’essere umano e il suo animale domestico. È ormai ampiamente dimostrato, che anche nel rapporto cane/essere umano esista una forma di attaccamento simile a quella tra gli esseri umani, che sicuramente l’addomesticamento degli ultimi secoli ha contribuito a modellare ma che a esempio è presente anche in cuccioli di lupo (e non cane addomesticato). I cani domestici sono molto «infantili» e hanno atteggiamenti «simili ai bambini» il che porterebbe l’essere umano, che se ne prende cura, a ripercorrere in qualche modo «le stesse emozioni provate con un figlio» o con un bambino in generale (non metto assolutamente in discussione che probabilmente ai giorni d’oggi esistano delle disdicevoli esagerazioni che non tengono conto della differenza fattuale e naturale tra l’essere umano e l’animale, sia per ciò che riguarda i bisogni, le caratteristiche specifiche, i diritti o le azioni della vita quotidiana).

Rispetto ai benefici psicologici da rimarcare, troviamo senza dubbio la percezione da parte della persona di comfort e compagnia; possedere un animale domestico ci fa sentire meno soli; inoltre l’animale domestico viene idealizzato come fonte incondizionata di amore ed affetto sia come destinatario che come “benefattore”. Chi possiede un cane dice che la sua vita è molto più ricca; possedere un animale domestico potrebbe stimolare il senso di responsabilità e utilità insito nell’essere umano oltre che l’attivazione del  sistema motivazionale dell’accudimento, che sarebbe una sorta di programma innato che si attiva nel momento in cui un membro del nostro “gruppo sociale” richieda vicinanza, aiuto o si senta in pericolo (insomma attiva il proprio sistema motivazione dell’attaccamento, complementare a quello dell’accudimento). Il cane, o l’animale domestico, in generale, rientra all’interno del gruppo sociale della persona rappresentando un vero e proprio componente familiare. Non c’è da sorprendersi quindi, se l’eventuale perdita o morte del proprio cane rappresenti una tragedia, tanto quanto la perdita di un proprio familiare. L’elaborazione del lutto sarebbe assolutamente sovrapponibile a quella di un consimile, se prendessimo in considerazione l’intensità emotiva sperimentata.

Evidenze sulla biochimica del nostro sistema endocrino dimostrano che la compagnia di un cagnolino, a esempio, favorirebbe la secrezione di uno degli ormoni correlati al benessere: la serotonina. Alcuni indicatori indiretti dello stress, come la misura della pressione arteriosa, sarebbero allo stesso modo influenzati in termini protettivi dal rapporto con il cane. Lo stesso “accarezzare” avrebbe delle risonanze sul nostro sistema neuro-vegetativo, in quanto il contatto col il pelo morbido avrebbe un notevole effetto rilassante sul battito cardiaco e sulla respirazione. Si attiverebbe una sorta di meccanismo di rilassamento che, anche inconsapevolmente, chiunque potrebbe impiegare per fronteggiare situazioni stressanti di cui la nostra quotidianità è purtroppo pervasa.

Strettamente connesso al benessere psicologico è senza dubbio l’effetto dell’esercizio fisico regolare che si esplicita nelle lunghe camminate tra la persona e il suo cagnolino, sia per ciò che riguarda l’uscita necessaria per i bisogni del cane che anche per le mere passeggiate di piacere.

Oltretutto le “passeggiate” hanno dei positivissimi effetti sulla socializzazione in quanto sarebbe più probabile incontrare altre persone che condividono la medesima esperienza. Il cane rappresenterebbe quindi un catalizzatore delle conoscenze, un terreno comune su cui scambiare pareri, opinioni, punti di vista. Condividere con un altro essere umano la stessa esperienza favorirebbe un fruttuoso senso di riconoscimento e comprensione oltre che di assoluta soddisfazione. Sarebbe come se si percepisse supporto sociale con caratteristiche di intimità, fiducia, affettività e felicità.

Interessanti, a mio avviso, sono delle ricerche che hanno indicato lo stretto legame esistente tra il cane e la donna, rispetto all’uomo, o del sistema monofamiliare rispetto ad uno con famiglia numerosa. Sembra infatti che vi siano livelli di riduzione della depressione superiori, una più marcata ricerca di supporto o sostegno sociale, un’attribuzione valoriale superiore nelle relazioni intime ed eventualmente significative delle donne rispetto agli uomini. A supporto di tale predominanza femminile vi sarebbero inoltre delle ricerche che evidenziano comportamenti più positivi sugli animali delle donne rispetto agli uomini.

Alla luce di questo sembra del tutto plausibile, e non criticabile, l’ecatombe emotiva che fa seguito alla perdita di un cagnolino che rappresenta in tutto e per tutto un membro della nostra vita a cui siamo legati da profondi sentimenti e con il quale mettiamo in gioco numerosissime emozioni. Non dobbiamo vergognarci a richiedere il supporto di un professionista che ci aiuti a elaborare il vissuto del lutto eventuale, anche se moltissimi potrebbero dire: “Era solo un cane?!”, “Non ti vergogni?! Neanche se avessi perso un familiare”, “Sei Veramente esagerato/a! …..”.

Abbiamo dimostrato che gli esseri umani sono potenzialmente e biologicamente programmati per amare questi magnifici compagni di vita, morbidi e alle volte indifesi. Ovviamente non discuto la libertà di non farlo, sia per mancanza di tempo (quindi un atteggiamento responsabile) o per mancanza di interesse specifico; tutte le scelte sensate meritano il rispetto di tutti, in assoluto. Ma chi si erge a giudice dei sentimenti umani e intavola una filippica biasimevole su chi invece riesce a costruire uno straordinario e ricco percorso emotivo con l’animale domestico, forse appartiene a un’altra specie.

Concludo questa rassegna con una frase tratta dal film “Io e Marley” che probabilmente racchiude un po’ tutto quello che è stato detto finora:

“… a un cane non importa se sei ricco o povero, brillante o imbranato, intelligente o stupido, se gli dai il tuo cuore lui ti darà il suo. Di quante persone si può dire lo stesso? Quante persone ti fanno sentire unico, puro, speciale? Quante persone possono farti sentire straordinario?”

Invito chiunque volesse approfondire l’argomento a consultare gli articoli: “Assessment of attachment behaviour to human caregivers in wolf pups (Canis lupus lupus)” di Hall et al. del 2015; “Psychological Effects of Dog Ownership Role Strain, Role Enhancement, and Depression” di Cline del 2010; “Effect of a companion dog on depression and anxiety levels of elderly residents in a long-term care facility” di Roux et al. del 2009;  “In the Company of Wolves The Physical, Social, and Psychological Benefits of Dog Ownership” di Knight et al. del 2008; “A review of domestic dogs’ (canis familiaris) human-like behaviors or why behavior analysts should stop worrying and love their dogs” di Udell et al. del 2008.